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copertina vario 91

  • L'importanza di avere un modello

    Al massimo trenta. Quando la nebbia di gesso si é dissipata, c’era davanti a noi un mondo nuovo”. Rintraccio su Wikipedia questa citazione di Ignazio Silone sul terremoto della Marsica del 1915: 30 mila morti, solo ad Avezzano 10.700 su 13 mila abitanti, l’80% della popolazione. “Mondo nuovo” é immagine di futuro pur in mezzo a tanto sconvolgimento. Quale futuro era possibile immaginare, allora? E quale futuro oggi, dopo questo “inverno spietato”, mirabile sintesi di Fabrizio Masciangioli nel bel testo per “Vario” che riassume la “micidiale sequenza di eventi naturali”, la terra che “vibra al ritmo di 500 scosse in 24 ore”, la “violenza delle bufere (che) lasciava al buio e senz’acqua decine di paesi”.

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  • Occhio non vede cuore non duole

    Nella storia millenaria del pianeta rappresentiamo meno di un battito di ciglia ma ci comportiamo come se fosse nostro. Poi di tanto in tanto un evento naturale ci sorprende e ci sveglia, almeno per un po’. Per sopravvivere dobbiamo smettere di consumare suolo. Parafrasando De André: “Dal cemento non nasce niente dalla terra nascono i fior” Partiamo da un assunto: non esistono disastri naturali ma solo eventi, normali e abituali nella millenaria storia del pianeta Terra, che si trasformano in disastri per i nostri errori. O, se preferite, per la nostra presunzione che ci porta a pensare che un argine possa sempre e comunque frenare un fiume in piena, che un muro abbia forza sufficiente per impedire uno smottamento, che una pur poderosa costruzione possa resistere a una valanga… In realtà sappiamo, e gli eventi di inizio 2017 lo hanno per l’ennesima volta ampiamente dimostrato aprendo gli occhi anche ai più scettici, che c’è un’unica strategia veramente efficace per contrastare le emergenze, ed è quella della prevenzione.

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  • Testimone d'Arte

    La mia è stata un’infanzia felice. Ero la più piccola di una famiglia numerosa, in cui si respirava un’atmosfera di serenità e si mangiava pane e arte. Quando mio nonno Basilio, il primo dei Cascella, veniva a trovarci si sedeva a capotavola e parlava con mio padre Tommaso ma anche con noi piccolini solo di arte e di grandi progetti».

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  • Primo direttore abruzzese

    “Alle fonti anonime che con il loro aiuto ci consentono ancora di fare giornalismo d’inchiesta”. Ad aprire il libro con questa dedica non sono stati Bob Woodward e Carl Bernstein (Robert Redford e Dustin Hoffmann, nella versione cinematografica di Tutti gli uomini del Presidente) ma Primo Di Nicola, autore di Orgoglio e vitalizio.

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copertina inserto annunziata Pagina 01

  • L'Annunziata di Sulmona

    Il complesso dell’Annunziata è vanto di Sulmona, la “ricchissima di gelide acque”, come la definisce Ovidio, che qui nacque nel 43 a.C. Il poeta riporta la leggenda che la dice fondata da Solimo, amico di Enea. Di sicuro fu abitato peligno e più tardi municipio romano. La vicenda politica della città, prima sotto gli Svevi e gli Angioini; più tardi sotto gli Aragonesi e, ancora, sotto il governo dei signori de Lannoy, dei principi di Conca, dei Borghese; sotto il governo del reame spagnolo, dei Borboni del regno di Napoli sino all’unità d’Italia, rende ragione della fusione, nel complesso, di forme gotiche, rinascimentali e barocche, quasi che la storia e i suoi protagonisti, con il mutare delle vicende, ne volessero assecondare i cambiamenti, sia del linguaggio architettonico utilizzato che degli stilemi espressivi, di quello che dovette essere, sin dal XIV secolo, un importante “baluardo” della cristianità.

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copertina Speciale Ovidio

  • Publio Ovidio Nasone, nota introduttiva di Giovanni D’Alessandro

    Attorno all’8 d.C. Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona nel 43 a.C., nella prima fase delle guerre civili successive all’uccisione di Cesare (avvenuta alle Idi di marzo dell’anno precedente) che vedranno trionfare il nipote Ottaviano, è uno dei massimi poeti di Roma, mentre Cesare Ottaviano Augusto è all’apice della sua autorità e potenza nell’appena costituitosi impero, ancorché non voglia ancora per sé il titolo, che sarà assunto dai suoi successori, di imperator.

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Luciano D'Angelo

  • Luciano D'Angelo Atlante Fotografico

    Tomboctou, Mali. La moschea di fango e paglia svetta sulle sabbie della magica città carovaniera. Sono anni sereni per l’antica regina del Sahara: la guerriglia tuareg e l’esercito maliano hanno trovato una strada per la pace, e il furore iconoclasta dei qaedisti che di questa meraviglia farà macerie è ancora lontano. Seduti nel piccolo cortile della moschea l’imam e alcuni shaiyk e ulema ci osservano, serissimi: l’aristocrazia religiosa della città. Chiediamo il permesso di fotografarli. Respinti. Pussa via. Sguardi di brace. Arriva Luciano. Si siede accanto a loro. Parla. Lo guardano. Gli sorridono. Tira fuori la fotocamera e quelli si offrono docili come un gruppo di modelle alla prima photo session. Lui scatta senza risparmio, fa quello che vuole. Poi li ringrazia e viene congedato dal più grato dei sorrisi. Noi neanche mezza foto. «Che bella situazione» dice Luciano. Varanasi, India.
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Vario è una rivista che da oltre venti anni racconta l'Abruzzo valorizzandone le eccellenze nei diversi settori: quello culturale, economico, ambientale, produttivo e sociale. Un taglio giornalistico moderno, sobrio ed esaustivo e un'alta qualità delle immagini ne fanno uno strumento indispensabile per conoscere meglio questa regione in crescita.
  

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